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Una partita su quattro finisce in pareggio

Una partita su quattro finisce pari, eppure il pareggio non è quasi mai il nostro pronostico. Non è una contraddizione: è il modo giusto di leggere una probabilità.

I numeri

Nei 40 campionati che analizziamo, dalla primavera del 2022 a oggi, il database BetBrain conta 48.506 partite con il risultato finale. Il 25,6% è finito in pareggio: una su quattro, con una regolarità quasi noiosa — 25,6% nel 2022/23, 25,8% nel 2023/24, 26,0% nelle due stagioni successive.

Il resto si divide così: vittoria della squadra di casa nel 43,4% dei casi, vittoria in trasferta nel 31,0%. Dei tre esiti il pareggio è il meno frequente — ma riguarda comunque una partita su quattro.

Non tutti i pareggi sono uguali. Quasi la metà (46%) finisce 1-1; lo 0-0 è poco più di un pareggio su quattro (28%), il 2-2 uno su cinque (21%). Dal 3-3 in su è una rarità.

Non ovunque allo stesso modo

La media nasconde campionati molto diversi. Fra le leghe con almeno 600 partite nel nostro archivio, si va dal 21,0% al 31,9%: nel campionato più «pareggista» finisce pari quasi una partita su tre, in quello meno una su cinque.

Più pareggi%Meno pareggi%
Serie B31,9Eliteserien (Norvegia)21,0
La Liga 228,9Eerste Divisie (Paesi Bassi)22,4
Liga I (Romania)28,7Allsvenskan (Svezia)22,4
Championship (Scozia)28,2First Division (Cipro)22,5
Ligue 227,9Challenger Pro League (Belgio)22,6

In cima ci sono quattro seconde divisioni su cinque, in fondo i due campionati scandinavi, che si giocano d'estate. Trovare una spiegazione per ogni differenza sarebbe facile e quasi sempre azzardato: qui ci fermiamo ai numeri.

Perché allora il pareggio non è quasi mai il pronostico

Il pronostico BetBrain è l'esito più probabile fra i tre: vittoria in casa, pareggio, vittoria in trasferta. Perché sia il pareggio, la sua probabilità deve superare quella di entrambe le vittorie. E succede di rado: in quattro partite su cinque stimiamo il pareggio fra il 20 e il 30%, mentre una delle due squadre — quasi sempre — ha più possibilità di vincere.

Sulle 821 partite di campionato già giocate per cui abbiamo pubblicato un pronostico, il pareggio era l'esito più probabile 5 volte: lo 0,6%. Nelle stesse partite, però, i pareggi veri sono stati il 23,8%.

Le due cose stanno insieme. Un evento può essere frequente e non essere mai il più probabile: se in ogni partita il pareggio vale una volta su quattro, in un campionato intero se ne vedranno tanti, ma quasi mai sarà, nella singola partita, l'esito da indicare come primo.

La probabilità del pareggio c'è, ed è misurata

Il fatto che il pareggio non compaia come pronostico non vuol dire che il modello lo ignori. Per ogni partita stimiamo tutte e tre le probabilità, e quella del pareggio si può confrontare con quello che è successo davvero:

Pareggio stimatoPartitePareggi veri
meno del 22%17015,9%
fra il 22 e il 26%27826,6%
fra il 26 e il 30%32225,2%
30% o più5125,5%

In media abbiamo stimato il pareggio al 25,0%, ed è finita pari il 23,8% delle volte. Dove lo stimiamo basso, sotto il 22%, i pareggi sono stati davvero di meno: il 15,9%. Sopra quella soglia le fasce si somigliano, fra il 25 e il 27%: con qualche centinaio di partite per fascia, differenze di un paio di punti stanno dentro il caso, e la fascia più alta ne conta appena 51. È un modello che distingue le partite da pareggio improbabile dalle altre, non uno che sa dire quale finirà pari.

Come leggerlo sul sito

Nella pagina di ogni partita, accanto al pronostico, c'è la lettura: la barra che divide la probabilità fra i tre esiti. Il pronostico dice qual è il più probabile, non che gli altri due siano improbabili. Una partita con il 45% di vittoria in casa ha il 55% di probabilità di finire in un altro modo: con una vittoria in trasferta o con un pareggio.

Un pronostico è una stima, non un consiglio di gioco: dice qual è l'esito più probabile, non se conviene puntarci.